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La drammaticità delle condizioni socioeconomiche di questi territori è stata già evidenziata dai dati forniti nel 2001 dallo “Studio finalizzato alla pianificazione dell’offerta formativa nel Sarcidano, Barbagia di Seulo”, commissionato dalla allora Comunità Montana n. 13 e redatto da ricercatori del Dipartimento di Economia della facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Cagliari. Detto studio, pur datato, rappresenta ancora un punto di riferimento importante anche perché i dati analitici disponibili, aggiornati ad oggi, sono purtroppo confermati e in alcuni casi sensibilmente peggiori.

I dati dello studio indicavano allora un tasso di disoccupazione del 30,3% che oggi è tendenzialmente aumentato. Attualmente la media regionale della Sardegna è del 17,7 a fronte di un 12,3% in Italia.

Più grave è senza dubbio il dato della disoccupazione giovanile che lo Studio del 2001 indicava al 55,4%: ma rapportando quest’ultimo dato rispetto all’attuale registrato in Sardegna che si è proiettata al 54% è evidente che in questo territorio siamo andati ben oltre la percentuale nazionale.

L’analisi delle principali tendenze demografiche evidenzia forti motivi di preoccupazione connessi allo spopolamento di queste aree e per gli elementi legati al rinnovo della popolazione; infatti, valutando i dati dei comuni di provenienza degli alunni, a fronte di un indice di vecchiaia in Italia del 143,4% e in Sardegna del 150,9% sorprende il dato di 234,1% del territorio di pertinenza dei comuni afferenti a questo Liceo.

Sono, inoltre, da evidenziare le considerazioni che lo studio indirizza alla relazione tra l’offerta formativa del territorio e le attività economiche e dove viene valutata la congruità delle tipologie in essere. Lo studio sottolinea, in particolare, il numero delle attività agricole esistenti (1281 all’epoca e oggi sostanzialmente invariate, dopo periodi intermedi di decremento) per il 56% del totale e che non hanno alcuna rispondenza con l’attuale offerta formativa territoriale.